Squadra anti Ankara
Non c’è soltanto l’ampio fronte anti Assad guidato dalla Turchia – certo che come lo fanno loro quello che l’occidente vorrebbe fare – e che passa per Stati Uniti, Unione europea, stati arabi africani – ieri a piazza Tahrir al Cairo sventolavano bandiere siriane – e regni sunniti del Golfo capitanati da Arabia Saudita e Qatar.
21 AGO 20

Non c’è soltanto l’ampio fronte anti Assad guidato dalla Turchia – certo che come lo fanno loro quello che l’occidente vorrebbe fare – e che passa per Stati Uniti, Unione europea, stati arabi africani – ieri a piazza Tahrir al Cairo sventolavano bandiere siriane – e regni sunniti del Golfo capitanati da Arabia Saudita e Qatar. C’è anche il fronte contrapposto. L’asse anti Ankara e anti Erdogan.
Oltre all’Iran, ci sono i sadristi guidati da Moqtada al Sadr in Iraq, che hanno annunciato il loro appoggio a Damasco (Baghdad al voto della Lega araba che ha sospeso la Siria si è astenuta, è stata l’unica) perché “è in guerra contro Israele”: in realtà, gli sciiti di al Sadr sono spaventati dalla marcia dei sunniti siriani verso il potere, sunniti che sono una cosa sola con i poco raccomandabili sunniti iracheni (eh sì, se Assad perde, sono loro a vincere: prima o poi ci si dovrà porre il problema). Della squadra anti Ankara fanno parte anche i russi: l’agenzia di stato di Damasco parla di navi russe in navigazione verso la costa siriana per scoraggiare “interventi armati stranieri”. Nel sabba delle notizie pro e anti Assad, circola persino questo pezzo clamoroso di intelligence: gli Stati Uniti pensano che l’Iran abbia già tre testate nucleari e stanno spostando armi atomiche in Arabia Saudita (una nuova baia dei Porci, Corano permettendo).
Oltre all’Iran, ci sono i sadristi guidati da Moqtada al Sadr in Iraq, che hanno annunciato il loro appoggio a Damasco (Baghdad al voto della Lega araba che ha sospeso la Siria si è astenuta, è stata l’unica) perché “è in guerra contro Israele”: in realtà, gli sciiti di al Sadr sono spaventati dalla marcia dei sunniti siriani verso il potere, sunniti che sono una cosa sola con i poco raccomandabili sunniti iracheni (eh sì, se Assad perde, sono loro a vincere: prima o poi ci si dovrà porre il problema). Della squadra anti Ankara fanno parte anche i russi: l’agenzia di stato di Damasco parla di navi russe in navigazione verso la costa siriana per scoraggiare “interventi armati stranieri”. Nel sabba delle notizie pro e anti Assad, circola persino questo pezzo clamoroso di intelligence: gli Stati Uniti pensano che l’Iran abbia già tre testate nucleari e stanno spostando armi atomiche in Arabia Saudita (una nuova baia dei Porci, Corano permettendo).